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Coronavirus, il racconto del reatino Aldo De Michele da Bergamo: “Tutto il giorno campane a morto”

La lettera che il reatino Aldo De Michele ha scritto al sindaco di Rieti Antonio Cicchetti.

Aldo rivolge ai reatini la raccomandazione di non uscire di casa.

“Ciao Antonio,
come sai sono oramai tre anni che mi sono trasferito con mia moglie da Rieti nella Bergamasca, in Val Seriana, in uno dei Comuni più colpiti da questa immane tragedia del Coronavirus. Mi permetto d inviarti queste mie considerazioni affinchè nel tuo ruolo di Sindaco, possa fare qualcosa per evitare a Rieti quello che oggi noi stiamo vivendo qui. In Val Seriana oramai da giorni, in alcuni momenti accompagnati da un silenzio assordante, si sentono solo le sirene delle autoambulanze che trasportano persone contagiate in Ospedale e le campane delle Chiese che suonano “a morto” tutto il giorno.

Nel paese dove vivo, Nembro, in una settimana ci sono stati più di 100 decessi. Prova ad immaginare 100 persone a settimana in meno a Rieti. Ho scritto volutamente persone perché per i mezzi d’informazione sono solo numeri. Ma quei numeri sono Padri, Madri, Figli, Fratelli, Sorelle, Amici e conoscenti che in quel momento di silenzio assordante si allontano per sempre da noi senza alcun conforto. Ti giuro che è surreale quello che viviamo qui e non è un film, è una triste realtà. Che cosa si può fare, secondo me, per evitare che ciò non accada dove ora ci sono poche criticità? Bisogna mostrare un alto senso di responsabilità isolandoci fisicamente da tutto, costi quel che costi, in modo di non provare dolore noi ma anche di non portare lo stesso dolore ad altri.

Per il momento è l’unica soluzione anche se è impossibile valutare quanto tempo sarà necessario. Mi conforta che Rieti attualmente non viva quello che si soffre qui e confido che i miei concittadini comprendano che sia l’unica cosa da fare. Dipende soprattutto da noi oltre che dagli eroi del momento, il Personale Sanitario in primis. Mi manca l’abbraccio delle figlie e dei nipotini, mi manca l’adrenalina della partitella di Basket settimanale con gli Amici e le corse su strada della Domenica, mi mancano i sorrisi dei ragazzi disabili del Centro Diurno con i quali faccio settimanalmente Attività Motoria, mi manca il chiacchiericcio delle Signore che praticano il Nordic Walking nella mia Associazione, mi manca il silenzio della Montagna, il candore della neve, il sudore delle escursioni, mi manca l’Africa e la Vita gioiosa nei Villaggi sperduti, mi manca… la normalità.

Sono però convinto che negarmi oggi queste emozioni servirà a viverle ancora più intense domani quando tutto sarà solo un brutto ricordo. Un abbraccio ed un saluto alla mia Città ed ai miei concittadini, con tanto affetto”

Aldo

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Rietintasca

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