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Mamma, fammi sporcare

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(tempo di lettura 1′)

I bambini conoscono il mondo attraverso il loro corpo. Appena nati manifestano l’esigenza di dover “assaggiare” letteralmente tutto ciò che li circonda mettendo in bocca quanto più li incuriosisce, senza curarsi delle conseguenze. Per tutta risposta ecco però comparire squadre di adulti armati di sterilizzatore, disinfettanti vari pronti con la raccomandazione “non si mette in bocca!.. E’ sporco!” . E “l’assaggio” rimane incompiuto. “Proprio ora che cominciavo a capirci qualcosa” penserebbe questo cucciolo in cerca di esperienza.
La storia prosegue coerente nelle sue intenzioni, sia del bambino che vuole crescere e deve per forza toccare tutto, sia per l’adulto che nell’istinto di protezione tenta di parare i colpi potenzialmente pericolosi.
Cerchiamo però di ridimensionare questa sfera del pericolo incombente con la semplice considerazione che nel loro “mettere le mani in pasta” i bambini stanno semplicemente crescendo, facendo esperienze. Da mamma posso comprendere il disappunto, per usare un eufemismo, di dover lavare una quantità inenarrabile di vestiti perché come è matematico che i bambini tocchino tutto ciò che di più sporco li circonda è altrettanto automatico il pulirsi le adorabili manine sopra la maglietta appena lavata e stirata e tenuta da parte per le grandi occasioni. Proviamo a respirare una volta in più e a soffocare ogni tanto l’istinto di tenerli al guinzaglio, perché qualche lavatrice in meno significherebbe anche esperienze mancate. “Non correre che cadi e ti sporchi” la più bella di tutte: “corri piano che ti fai male!”. A volte i bambini hanno davvero tanta pazienza con noi adulti, non trovate?

“Mamma non farmi aver paura di insudiciarmi, sporco è solo chi non vuole pulirsi dopo! Intanto mi diverto a crescere!”

Viviana LongoInsegnante

Pubblicato da

Rietintasca

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